Dedichiamo l’articolo di oggi al dipinto “ Il Minotauro accusa Pubblicamente sua Madre” di Fabrizio Clerici (Milano, 1913 – Roma, 1993) pittore ed architetto del secolo scorso che  con la sua interpretazione del mito nel labirinto, appassionò profondamente anche l’eccentrico Salvator Dalì.

Il dipinto è stato esposto nel 2016 al museo d’arte di Ravenna MAR per la mostra “La seduzione dell’antico” dialogando implicitamente con il Labirinto più famoso di Ravenna: quello del mosaico pavimentale di San Vitale.

Clerici Fabrizio- Il minotauro accusa pubblicamente sua madre ( prima versione 1948)

“Il Minotauro accusa pubblicamente sua Madre” ( prima versione 1948) – Fabrizio Clerici

Con ” Il Minotauro accusa pubblicamente sua Madre” nel 1948, Clerici distorceva l’immagine del Minotauro classico conferendogli un’umana codardia e capricciosa teatralità. Nel dipinto le fondamenta labirintiche d’un palcoscenico ospitano la scena grottesca, che sembra edificarsi sulla tensione del gesto diffamante e sulla potenza del simbolo. Lo stesso pittore affermava:

“La mia pittura è un gioco simbolico, io come pittore non sono surrealista [analogamente a Giorgio de Chirico cha massimamente stimava, n.d.r.] perché nelle mie opere non c’è surrealismo, la mia è una deformazione scientifica, un’anamorfosi, caso mai è una pittura metafisica e la mia partenza da de Chirico è stata uguale a quella che tutti gli altri maggiori pittori contemporanei, che bene o male discendono tutti da questo grande maestro.” – F. Simongini, Fabrizio Clerici, il teatro dei sogni, “Il Tempo”, 10 giugno 1993

Riferendosi, inoltre ad un altro dei suoi dipinti più celebri, descriveva così le stratificazioni teatrali delle sue tele:

“Siccome la mia pittura è sempre un ricordo, uno dei miei quadri più significativi è il «Sonno romano»1, è insieme raffigurazione classica e religiosa che si sposano perfettamente e ambiguamente fra di loro in uno «spazio» da me inventato, che è una specie di luogo teatrale, secondo le altimetrie romane, di città a strati” – M. Venturoli, Fabrizio Clerici. Una memoria degna di Proust, in “Arte”, Mondadori, XVII, 171, febbraio 1987.

Sonno Romano - Fabrizio Clerici

“Sonno Romano” – Fabrizio Clerici (versione grande 305 x 520 cm, 1985)

 

Tra spontaneità e teatralità si divincola il Minotauro di Clerici, ibrido malizioso dal cuore ingenuo, destinato a vagare nel labirinto insieme al suo pubblico; amando segretamente.